Parrocchia San Pietro Frascati
Parrocchia San Pietro Frascati

LA STORIA DELLA CATTEDRALE

CENNI STORICI

LE ORIGINI

 

Nel tuscolano la diffusione del Cristianesimo fu precoce. L’accolsero non solo schiavi e liberti ma anche membri della classe egemone come Flavio Clemente e S. Flavia Domitilla martirizzata nel 96 d.c.. Ben presto nel suburbio Tuscolano si formarono fiorenti comunità cristiane.

La storia ufficiele della Diocesi Tuscolana ha inizio il 2 ottobre del 313 d.c., quando il Papa S. Milziade (o Melchiade) convoca un sinodo in Laterano e, tra i 19 Vescovi presenti, figura il Vescovo Zotico ad Quintanas.

L’abitato di ad Quintanas, detto anche Respublica Labicanorum Quintanensium, sorgeva al quindicesimo miglio della via Labicana, nei pressi di Colonna, erede dell’antica Labicum latina. Qui nacque la diocesi che assumerà in seguito il titolo di “tuscolana”, una delle prime in Italia ad essere costituita. La sede vescovile si spostò poi probabilmente a Subaugusta, sempre lungo la Labicana, dove si trovava la dimora imperiale di ad Duas Lauros. Nel 649 si ha di nuovo notizia di un vescovo labicano residente nella primitiva sede. A metà del IX secolo si registra la prima menzione di “Frascata”, di cui il Liber Pontificalis ricorda ben tre chiese: S. Maria, S.Vincenzo e S. Sebastiano, quest’ultima col titolo di “basilica” (forse perché sede vescovile?). la Diocesi veniva intanto annoverata nel numero delle 7 suburbicarie, i cui cardinali – vescovi, configurandosi come il “senato della chiesa” (secondo l’espressione di S. Pier Damiani), avranno un ruolo di primo piano nelle turbolente vicende del papato mediavale.

 

DOPO IL MILLE

 

La vetusta città di Tuscolo rinacque a nuova potenza, intorno al mille, con la famiglia dei Conti e la sede vecovile trovò nella rocca l’ennesima ubicazione. I Vescovi, prima ricordati come labicani e tuscolani, finirono con l’assumere soltanto il secondo titolo. Quando, nel 1191 la città fu annientata dal Comune di Roma, fu giocoforza trovare ancora un’altra sede ed il Papa Onorio III° destinò a questo scopo, nel 1219, S. Maria in Monasterio a Roma.

Finalmente nel 1538, il Papa Paolo III° Farnese innalzò Frascati al rango di “Civitas”, l’abbellì, la sistemò urbanisticamente e le assegnò come Cattedrale la chiesa di S. Maria in Vivario. Ma l’espansione della città, trasformata in una “piccola Roma”, a detta di S. Giuseppe Calasanzio, in quanto sede estiva della intera corte pontificia, richiese la costruzione di una nuova cattedrale più a monte, nel cuore del nuovo abitato e più vicina alle prestigiose ville che le principali famiglie cardinalizie della controriforma, venivano edificando sulle alture tuscolane.

 

L’ATTUALE CATTEDRALE

 

L’odierna Cattedrale della Diocesi Tuscolana, dedicata a S. Pietro Apostolo, può considerarsi la quinta cattedrale in ordine cronologico.

  • La prima fu quella di Labico Quintanense, che fu sede Vescovile per quasi tutto il primo millennio
  • La seconda fu nell’antica citta di Tuscolo, che era diventata già nel secolo X sede di una delle più potenti famiglie del Lazio, i celeberrimi Conti Tuscolani, discendenti dal nomenclator Teofilatto I°, noto circa la metà delIX secolo
  • La terza cattedrale fu la Chiesa di S. Maria in Monasterio in Roma concessa al Vescovo tuscolano dal Papa Onorio III° nel 1219, dopo che il 17 aprile 1191 i romani rasero al suolo la città di Tuscolo. Questa seconda cattedrale fu distrutta a metà del XVI secolo.
  • La quarta Cattedrale fu l’antica Chiesa S. Maria in Vivario, allorquando, nel 1538, il Papa Paolo III° trasferì a Frascati la Cattedrale.

L’attuale Cattedrale dedicata a S. Pietro, fu costruita nel 1598, per volere del Vescovo tuscolano, Cardinale Tolomeo Gallio, durante il pontificato di Clemente VIII°, e aperta al culto nel 1610. nel 1636 era ormai completata e sul finire del secolo la si abbellì con la spettacolare facciata inaugurata nel 1700 su progetto di Girolamo Fontana.

Nel diciottesimo secolo, i Cardinali Vescovi che si succedettero dotarono la Cattedrale di opere d’arte e suppellettili sacre. Di tale secolo si ricorda specialmente la figura di Enrico Stuard duca di York, Vescovo di Frascati dal 1761 al 1803. per la prima volta un Vescovo risiedeva permanentemente nella sede tuscolana, nell’antica rocca. Indisse due sinodi e fece 11 visite pastorali, dotando la Cattedrale di altri numerosi arredi sacri. La Cattedrale subì ulteriori modifiche interne con l’episcopato (1837-1844) del cardinale Ludovico Micara, ed ancora a fine ottocento.

Nel bombardamento dell’8 settembre 1943 la Cattedrale condivise la triste sorte di Frascati in gran parte distrutta. Nell’opera di recupero dei morti e di assistenza ai superstiti si distinse il clero frascatano conil Vescovo ausiliare, Mons. Biagio Budellacci.

Durante l’episcopato del primo Vescovo residenziale, Mons. Luigi Liverzani, la Cattedrale fu elevata alla dignità di Basilica minore (1975) con decreto di Papa Paolo VI.

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CENNI ARTISTICI

 

L’INTERNO

 

L’interno a tre navate, progettato da Ottavio Nonni detto “il Mascherino”, accoglie l’assemblea dei fedeli riunita con il suo Pastore, consacrandone, nei vari Sacramenti, i momenti salienti della vita, dalla nascita alla morte, e l’ordinazione sacerdotale dei suoi ministri.

In posizione centrale sul presbiterio rialzato e al di là di un sobrio arco trionfale, segno di Cristo imperante e glorioso, è collocato il marmoreo altare maggiore, mensa della liturgia eucaristica, al cui interno, oltre una bronzea grata seicentesca, sono incorporate le reliquie di numerosi martiri.

Il coro retrostante raccoglie i sacerdoti in preghiera intorno al Vescovo, la cui Cattedra identifica il tempio diversificandolo dal ruolo delle altre chiese e la cui origine è illustrata nell’altorilievo di Pompeo Ferucci (1613) nel quale si visualizza il Cristo risorto che consegna le chiavi a Pietro. L’opera fu voluta dal Cardinale Evangelista Pallotta, Vescovo tuscolano, il cui stemma si trova sotto i due piedistalli delle colonne.

Le navate laterali sono arricchite da sei cappelle realizzate nei secoli per iniziativa e contributo di confraternite e associazioni territoriali e cittadine legate alla vita agricola o al governo della municipalità locale.

 

Nella navata di destra:

  • La prima cappella, dedicata a S. Isidoro, potrono degli agricoltori, fu ristrutturata nel 1753 a cura “dell’università dei Boattieri” dall’architetto Paolo Posi. La statua del Santo è di Pietro Pacilli, gli stucchi della volta di F. Lepri e i due ovali laterali con il martirio di S. Eurosia da Jaca sono di Antonio Bicchierai.
  • La seconda cappella presenta un Crocifisso ligneo del XI-XII secolo considerata la più antica immagine sacra venerata a Frascati. Ai lati del Crocefisso S. Giovanni evangelista e la Madonna, statue lignee di scuola tedesca.
  • Nella terza cappella, dedicata alla Madonna del Rosario, è esposta na tela raffigurante la Madonna, di anonimo del XVII sec., anche se comunemente attribuita al Sassoferrato (Giovanbattista Salvi).
  • Nella parete di destra la “macchina” lignea che veniva utilizzata nelle processioni del SS. Salvatore. In fondo alla navata destra si accede alla Sacrestia in cui si conserva, tra le altre opere, il ritratto del Cardinale duca di York.

 

Nella navata di sinistra:

  • Un piccolo locale custodisce la copia di un icona di ignoto del XV sec., raffigurante il SS. Salvatore in trono. L’icona originale era presente nella città di Tuscolo fino al 1191.
  • La prima cappella dedicata a S. Antonio abate conserva la rinascimentale statua del santo, una tela di p. Giuseppe da Parma (sec. XVII) raffigurante Madonna e Santi, e quella di Jacomo Rochetti che rappresenta la Vergine introno tra i SS. Filippo e Giacomo, patroni di Frascati.
  • La seconda cappella è detta del Gonfalone; edificata nel 1661 dalla omonima confraternita. In un’edicola sopra l’altare una tavola trecentesca raffigura la Madonna col Bambino, di autore ignoto. Ai lati due pale raffiguranti S. Francesco di Paola (di ignoto seicentesco) e S. Nicola da Tolentino con S. Chiara da Montefalco di Antonio Accardi (1726).
  • La terza cappella, in cui è presente il fonte battesimale (XVII sec.) e il marmoreo piedistallo del cero pasquale, è dedicata a S. Giuseppe, protettore dei falegnami, e anticamente anche ai SS. Ambrogio e Carlo poiché fatta edificare da capomastri e muratori lombardi venuti a Frascati alla fine del XVI secolo per costruire le numerose ville patrizie.
  • In fondo alla navata fu edificata a metè dell’800 la cappella attuale del SS. Sacramento. Sull’Altare un quadro della Madonna Addolorata di G.B. Dell’Era. Sull’altare il cuore di ogni chiesa: il Tabernacolo marmoreo di Nicola Cartoni (sec. XVIII), e ai lati, i candelabri dono del Card. Enrico Stuard. Alle pareti affreschi di Cesare Dies (1865), decorazioni di Annibale Angelini e “Via Crucie” di Valeri. Presenti inoltre nella Cattedrale numerose lapidi sepolcrali, tra cui quella di Girolamo Fontana.

 

L’ESTERNO

 

La facciata

L’attuale facciata della Cattedrale, che sostituisce la precedente ben più modesta, fu costruita in pietra sperone e travertino tra il 1697 e il 1702 su disegni e direzioni di Girolamo Fontana.

In sei grandi nicchie si ammirano le statue di S. Pietro e S. Paolo (di A. Fucigno) e di S. Sebastiano (di G. Gramignoli), S. Giacomo (di G. Napolioni), S. Filippo (di V. Felici) e S. Rocco (di P. Mauri). Si accede alla Basilica attraverso tre larghi portali, simbolo della trinità.

Sopra la porta centrale fu aggiunto, nel 1704, un pregevole altorilievo in marmo bianco, opera di Bernardino Cometti, raffigurante Gesù che rimprovera S. Pietro che dubita al comando di camminare sulle acque, episodio che rimanda al vacillare della fede da parte  dei credenti se non la si rinsalda con la grazia divina.

I due campanili infine suggeriscono l’accenno alla antica e alla nuova alleanza; diffondono in ogni dove l’eco della salvezza, convocando il popolo di Dio nel corso delle ore, dei giorni e degli anni.

 

Gli stemmi

Sopra il portale principale  d’ingresso, gli stemmi rappresentano:

  • Al centro lo stemma di Papa Francesco
  • A sinistra quello del Cardinale Segretario di Stato di sua Santità

A destra quello del Vescovo ordinario, Sua Ecc. Mons. Raffaello Martinelli

 

La Scalinata

Si accede alla Cattedrale salendo otto scalini. Il numero 8:

  • In ebraico contiene le stesse lettere della parola “anima”;
  • In oriente è figura geometrica beneaugurante;
  • Secondo la dottrina gnostica il riposo finale degli uomini spirituali era simboleggiato dall’otto. Stessa forma ha il mausoleo di epoca teodosiana presso la Basilica di S. Lorenzo;
  • La Domenica è anche chiamata l’ottavo giorno, perché nella concezione ebraica il sabato risulta essere il settimo giorno della settimana. L’ottavo giorno evidenzia il legame della domenica con l’eternità. Infatti la domenica, oltre che primo giorno è anche “giorno ottavo”, posto cioè, rispetto alla successione settenaria dei giorni, in una posizione unica e trascendentale, evocatrice non solo dell’inizio del tempo, ma anche della sua fine nel “secolo futuro”.

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